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Le parole dei parruchieri

 

Tutte le parole che usiamo nel nostro mestiere, dallo shampoo alle mesches

Lo shampoo  :

Le parole dei parruchieri

Shampoo è una parola che deriva dall’inglese, è diventata di uso comune nel 1762 e significa “massaggiare”.  La parola è un prestito dall’anglo-indiano shampoo, trasformazione dall’hindi di champo, imperativo di champna ossia “fare pressione, massaggiare i muscoli, massaggio”. La parola e il servizio vennero introdotti da Sake Dean Mahomed (Sheikh al-Din Mohammad), che aprì un bagno pubblico per il lavaggio dei capelli o come era conosciuto “Bagni dei vapori indiani di Mahomed”, sul lungomare di Brighton (GB) del 1759. I suoi clienti ricevevano trattamenti indiani di champi (lavaggio di capelli) oppure massaggi terapeutici.

Mesches:

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Mèches è il termine con cui si indica una tecnica di colorazione di alcune ciocche dei capelli umani. Nella maggior parte dei casi si tratta di rendere intere ciocche dei capelli di un colore più chiaro rispetto a quello naturale (decolorazione). Esistono tuttavia diverse tecniche volte a creare effetti diversi sui capelli.

Nella tecnica chiamata chunky, e diffusa soprattutto fra gli adolescenti i capelli vengono colorati di tonalità diverse rispetto a quelle naturali, utilizzando a volte anche tinte come il verde, il blu o il fucsia.

In altre tecniche non viene decolorata (o tinta) l’intera ciocca, ma soltanto la punta. Tra queste le più note sono i colpi di sole, lo shatush, il balayage, il degradé.

Phono:

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Il nome colloquiale fon o fohn deriva dal marchio Fön (che deriva a sua volta dal tedesco Föhn), registrato dall’azienda tedesca AEG (dal 1996 della svedese Electrolux),[4] che intorno agli anni ’30 produsse un modello di asciugacapelli dal nome Foen, diventando così in Italia e Germania sinonimo di asciugacapelli.[5]

Se il nome più comune nei dizionari è di etimo chiaro (asciuga + capelli), la variante fon o fohn (propriamente Föhn) è talvolta scritto impropriamente nella variante grafica phon. Fohn deriva dal tedesco Föhn (vento caldo chiamato in italiano anche favonio), mentre phon (o fon[6]) è la trascrizione dal greco ϕωνή (phonḗ ‘suono’) e indica, in psicoacustica, l’unità di misura dell’intensità della sensazione sonora: la variante grafica phon va quindi considerata errata.[7]

Il primo asciugacapelli è stato creato nel 1890 in Francia da Alexander Godefroy, per essere usato nel suo “salone di bellezza”. La sua invenzione fu una versione con seduta, che consisteva in una cuffia, collegata al tubo del camino di una stufa.

Nel 1911, negli Stati Uniti, l’inventore Gabriel Kazanjian ottenne il brevetto per un asciugacapelli con elemento riscaldante elettrico e flusso d’aria meccanico azionato a mano. Intorno al 1920, negli Stati Uniti, in Francia e in Germania, vennero progettati e commercializzati i primi asciugacapelli elettrici. I primi asciugacapelli erano voluminosi, pesanti e poco pratici, però guadagnarono presto consenso presso i consumatori, vennero quindi successivamente perfezionati fino ad evolversi negli attuali modelli portatili.

Shatush:

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Shatush è una parola persiana che significa ” il piacere dei re”, è il nome dato a un tipo specifico di stolatessuta del pelo più sottile e nascosto dell’ antilope tibetano. Questo pelo così sottile, difficilissimo da trattare, richiedeva tutta l’ abilità dei tessitori del Kashmir per poter essere lavorato, ecco perchè la shatush è considerata così preziosa.La shatush nota per la sua intensità e leggerezza divenne molto popolare nell’ultimo secolo ma la sua crescente domanda portò persone sconsiderate a cacciare le antilopi senza tregua rendendole così in breve tempo una razza a rischio di estinzione.

Balayage:

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Per balayage (dal francese ‘schiaritura naturale’), si era soliti intendere un trattamento decolorante completo di tutta la massa di capelli e di circa un tono più basso rispetto al colore naturale. Questa tecnica veniva utilizzata anche quando il capello era saturo di colore, come fosse una specie di decapaggio. Attualmente la tecnica è diversa e, per balayage si intende soltanto il trattamento schiarente delle punte che non si effettua dividendo le ciocche o cotonando le lunghezze, ma schiarendo in modo uniforme dalla radice alle punte illuminando la chioma con colpi di luce più evidenti simili a quelli causati dal sole.

Degradè:

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sfumatura (f.): cette robe a des dégradés de vert, questo vestito ha diverse sfumature di verde; un effet de —, un gioco di toni sfumati.

 

 

 

 

 

 

 

Nel nostro mestiere ci sono molte parole straniere che  ci hanno aiutato conoscere cose nuove, come tecniche e colorazioni.

Ci hanno permesso anche di ampliare e modernizzare il nostro lavoro e a renderlo più interessante.